8 NOVEMBRE 1799: BONAPARTE PREPARA IL 18 BRUMAIO

8 NOVEMBRE 1799: BONAPARTE PREPARA IL  18 BRUMAIO

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Novembre 8, 2022    
12:00 am

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Sotto il Direttorio, la Francia vive nel peggiore dei climi.

 

– Leggiamo da Patrice Gueniffrey: “Le Dix-huit Brumaire. L’epilogo della Rivoluzione francese”:

 

Un’amministrazione anarchica, incompetente e corrotta, un sistema giudiziario disastrato, scuole fatiscenti, ospizi dove il tasso di mortalità ha raggiunto il 99% tra gli orfani e i bambini abbandonati; strade interrotte, canali intasati, edifici appartenenti allo Stato degradati e saccheggiati [… I giornali erano pieni, come ogni giorno, di storie di diligenze assaltate, di omicidi, di famiglie molestate e tenute in ostaggio […] Nel complesso, l’impressione era quella di un completo fallimento delle autorità; l’impressione era anche quella di un paese danneggiato e generalmente impoverito, fatta eccezione per le fortune ricavate da traffici di ogni genere. “

 

Bonaparte è tornato dalla spedizione in Egitto. La mattina del 9 ottobre 1799, da Fréjus, e per tutto il viaggio verso Parigi, fu accolto da un trionfo popolare. A meno di trent’anni, fu riconosciuto dalla popolazione come “il salvatore della Francia, il generale invincibile, tornato dall’Oriente per salvare il Paese”. Di fronte all’incapacità del Direttorio di gestire l’insicurezza, la bancarotta finanziaria, gli insuccessi militari e i disordini interni, Sieyès, Talleyrand, Fouché, Cambaceres, Bernadotte e Roger Duclos cercarono una garanzia militare per rovesciare il regime. Ma il generale Joubert viene ucciso a Novi, Moreau si ritira e propone Bonaparte a Sieyès: “Ecco il tuo uomo, farà il tuo colpo di Stato molto meglio di me”. Bonaparte, appena tornato dall’Egitto e che disprezza il Direttorio, questo “ammasso di avvocati” “incapace di governare e buono da buttare alla Senna”, accetta. Lemercier, presidente del Consiglio degli Antichi, e Lucien Bonaparte, presidente del Consiglio dei Cinquecento, fanno parte del complotto.

 

Il banchetto del 6 novembre 1799 (15 brumaio anno VIII). Nel Tempio della Vittoria, come era stata ribattezzata la chiesa di Saint-Sulpice, i membri del Direttorio offrirono un banchetto con 750 invitati al generale Bonaparte, per il suo ritorno dall’Egitto. La carrozza che lo portava lì era acclamata dai parigini, per i quali stava per diventare un idolo. Bonaparte ha paura di essere avvelenato? Si fece portare da un aiutante di campo una piccola pagnotta, mezza bottiglia di vino, tre uova sode e una pera, rifiutando apparentemente qualsiasi altro cibo, e bevve “all’unione di tutti i francesi”.

 

Bonaparte fuggì rapidamente e corse da Sieyès, ex-abbonato, autore, nel 1789, del famoso pamphlet “Che cos’è il terzo stato? Sieyès considerava Bonaparte come uno strumento, che avrebbe rimandato in caserma al momento opportuno. Bonaparte non aveva alcuna intenzione di condividere il potere con questo ideologo, che ai suoi occhi rappresentava il peggio della Rivoluzione. Ma insieme, hanno messo a punto il colpo di Stato: ipotizzando una cospirazione giacobina, per permettere agli Antichi di decretare il trasferimento dei due Consigli a Saint-Cloud, che sarebbe stata circondata da truppe devote a Bonaparte. Sieyès e Roger-Ducos si dimetteranno e si otterrebbero, di buon grado o di forza, le dimissioni degli altri tre amministratori. Sarà quindi la fine del Direttorio. I due Consigli istituiranno tre consoli provvisori, Bonaparte, Sieyès e Roger-Ducos, incaricati di preparare una nuova Costituzione.

 

Cambaceres, il 6 novembre 1799, informa l’amico Chaptal che “l’ora non sarà lunga”. Il giorno seguente, Bonaparte cena a Cambaceres, presso il ministero della Giustizia.Intorno a loro, alcuni militari e amministratori avviati alla segretezza, consapevoli dei rischi di questa impresa.

 

Inizialmente si decide che il colpo di stato sarà effettuato il 16 brumaio…

 

– Leggiamo il professor Jean Tulard, “Le 18 Brumaire ou Comment terminer une révolution”:

 

Il colpo di Stato era stato quindi pianificato per il 16 brumaio. Ma il piano, ben organizzato in teoria, rimase inattuato nella pratica. Non tutti i contatti erano stati presi e alcuni esitavano ancora a impegnarsi. Il ricordo del 9 Termidoro, quando i sostenitori di Robespierre erano stati messi fuorilegge e ghigliottinati, ossessionava la mente della gente, così come il ricordo della giustizia rapida che aveva seguito il 18 Fruttidoro. Se il Direttorio resistesse, avendo la legalità per sé, la sorte dei cospiratori sarebbe terribile. Il colpo di Stato potrebbe avere successo senza e persino contro Barras?

 

Il giorno 15 brumaio, alcuni membri del Consiglio degli Anziani fecero sapere che nulla era pronto. Bonaparte li chiamò imbecilli e tuonò: Lascio loro il tempo di convincersi che posso fare senza di loro ciò che accetto di fare con loro. Invece di un colpo di Stato, Bonaparte si accontentò, il 16, come abbiamo visto, di un pranzo con Jourdan, sempre vicino ai giacobini.

Quest’ultimo ha lasciato un resoconto di questa riunione:

– Bonaparte: Allora, generale, cosa pensa della situazione della Repubblica?

– Jourdan: Penso, in generale, che se non eliminiamo gli uomini che governano così male e se non costituiamo un ordine di cose migliore, dobbiamo disperare della salvezza della patria.

– Bonaparte: Sono molto felice di vedervi in questi sentimenti. Temevo che foste tra coloro che si sono infatuati della nostra cattiva Costituzione.

– Jourdan: No, Generale, sono convinto che le modifiche alle nostre istituzioni siano necessarie, ma non devono minare i principi essenziali del governo rappresentativo e i grandi principi di libertà e uguaglianza.

– Bonaparte: Senza dubbio tutto deve essere fatto nell’interesse del popolo, ma è necessario un governo più forte.

– Jourdan: Sono d’accordo, generale, e, io e i miei amici, siamo pronti a unirci a voi, se volete parlarci dei vostri piani.

-Bonaparte: Non posso fare nulla con voi e i vostri amici, non avete la maggioranza. Avete spaventato il Consiglio con la proposta di dichiarare la Patria in pericolo, e votate con uomini che disonorano i vostri ranghi… Sono convinto delle vostre buone intenzioni e di quelle dei vostri amici, ma in questa occasione non posso camminare con voi. Inoltre, non preoccupatevi, tutto sarà fatto nell’interesse della Repubblica.

 

Pur prendendo posizione contro i giacobini, Bonaparte evitò di apparire troppo sottomesso a Sieyès, che era la loro “bête noire”, in modo da consentire a Jourdan, se non di approvare, almeno di

 adottare una benevola neutralità nei confronti del futuro colpo di Stato, di cui ormai non poteva ignorare l’imminenza.

 

Nel corso della giornata Bonaparte ebbe contatti con Fouché, che si guardò bene dall’informare Gohier, presidente del Direttorio. Da parte sua Sieyès preparò il testo che sarebbe stato adottato dal Consiglio degli Antichi per la traduzione delle due assemblee. La scelta si era fermata sul castello di Saint-Cloud e il pretesto era quello di un pericolo, senza troppi dettagli, che gravava sulla rappresentanza nazionale.

 

La sera si è svolta una cena da Bernadotte. Trenta coperti, uno splendido pasto. Al termine di queste agapi, una veloce discussione unì nel giardino Bernadotte e Bonaparte. Quest’ultimo giudicò l’ex Ministro della Guerra come un uomo di ostruzione. Gli offrì un posto nel triumvirato che avrebbe formato con Sieyès se il colpo di Stato fosse riuscito? Ci si stupisce dell’insistenza di Bonaparte nel voler coinvolgere Bernadotte nel complotto, quando poteva tranquillamente farne a meno. Per tutta la vita, Bonaparte risparmierà Bernadotte.

Quest’ultimo è stato abbastanza saggio da non compromettersi. Fino alla fine Bernadotte si disse che, all’ultimo momento, i partigiani della Costituzione avrebbero fatto appello alla sua spada. Ritenendo di avere in mano una parte delle truppe e persino il vecchio quartier generale delle rivolte, il faubourg Saint-Antoine, poteva, nel bel mezzo della crisi, salvare la patria, cioè un establishment politico di cui sarebbe diventato il protettore e quasi la ragion d’essere.

 

Con Bonaparte fu evasivo ma non dissuasivo, risparmiando il futuro. Si trattava di modellare il suo atteggiamento su quello di Fouché, al quale era legato dalle circostanze. L’amicizia di Fouché lo tirerà fuori da alcuni brutti guai in seguito, in particolare durante la congiura dei vasi di burro sotto il Consolato. Bernadotte avrebbe in seguito dimostrato la sua gratitudine accogliendo in Svezia gli eredi del suo complice.

 

Il giorno seguente, 17 brumaio, fu dedicato agli ultimi preparativi. I presidenti dei due Consigli, Lemercier e Lucien Bonaparte, furono conquistati al complotto. Uno ha spiegato loro il proprio ruolo. Cornet, membro del Consiglio degli Anziani, presiedeva la commissione degli ispettori della sala, ovvero i questori. Fu a questo ex oppositore della legge sugli ostaggi, divenuto violentemente antigiacobino, che toccò l’iniziativa del trasferimento dei consigli. Nella notte del 17 ha preparato le convocazioni.

 

Questo 17 brumaio la sera Bonaparte torna a casa. Troverà Joséphine, con la via Chantereine 58, ribattezzata via della Vittoria nel 1797, in onore della vittoriosa Campagna d’Italia. Alle 7 del mattino convocò tutti gli ufficiali su cui poteva contare per il giorno successivo.

Domani è il 18 brumaio…