Cum Memorare Marengo

LA CITTADELLA

In Cittadella erano accasermati gli austriaci di Von Melas,
suggestiva fortezza a stella d’epoca settecentesca, fu
ulteriormente ingrandita e rinnovata da Napoleone a seguito
della battaglia di Marengo, che ebbe come risultato la
liberazione di parte del territorio italiano dalla dominazione
austriaca. Fu proprio qui, nel 1821, che sventolò il vessillo
tricolore a seguito dell’insurrezione piemontese.

PLATANO DI NAPOLEONE

Lungo la statale tra Alessandria e Spinetta Marengo si erge il
Platano di Napoleone, gigante vegetale che conserva la
memoria storica della Battaglia. Si tratta di un magnifico
platano orientale, il cui tronco dalle picchiettature argentee
quasi opalescenti è visibile da una grande distanza,
preservando con la sua chioma imponente il ricordo di
Napoleone, il quale secondo la leggenda lo fece piantare a
seguito dello scontro.

STELE CON AQUILA

A poca distanza da Villa Delavo si erge una snella colonna in
pietra sulla cui sommità si staglia un’aquila in bronzo
risalente all’anno successivo alla Battaglia, a imperitura
testimonianza dello scontro che qui si svolse. L’aquila venne
rimossa durante il periodo di dominazione austriaca e
restituita alla sua sede originaria all’inizio del secolo scorso.

SCULTURA MARENGO’

Opera di Lodola, un ‘Napoleone e cavallo’ ispirato al famoso
quadro di Jacques-Louis David (che propone il generale
corso al valico del Gran San Bernardo), che non vuole essere,
di per sé, un omaggio al condottiero, bensì un ricordo della
famosa battaglia di Marengo di 220 anni fa.
Il titolo dell’opera, Marengò, è invece un omaggio al nome del
cavallo di Napoleone, che lo fece arrivare dall’Egitto nel 1799

CASTELLO DI PIOVERA

Il Castello, risalente al XIV secolo, appartenne a famiglie
illustri, quali i Visconti di Milano e i Balbi di Genova ed è
circondato da un ampio parco. Pare che la facciata
dell’edificio fosse stata tinteggiata di nero in segno di lutto in
occasione della morte dell’imperatore Napoleone Bonaparte
nel 1821, rispettoso tributo napoleonico del quale sono
tutt’oggi osservabili alcune tracce.

CASCINA TORRE GAROFOLI

Ampliata nella seconda metà del XVIII secolo, la cascina
ospitò il quartier generale di Napoleone Bonaparte, primo
console di Francia, nelle ore decisive della battaglia di
Marengo, combattuta nella piana tra Torre Garofoli ed il
Bormida, il 14 giugno 1800.
Il corpo di Desaix viene portato a Torre Garofoli trasformata in
un grande Ospedale militare.

CHIESA DI SAN ROCCO

L’edificio, situato a Cascinagrossa, era già esistente nel XVI
secolo e venne ulteriormente rimaneggiato nel corso dei due
secoli successivi. La chiesa, il cui antico crocifisso è stato
recentemente oggetto di un attento intervento di
ristrutturazione, reca tutt’oggi traccia della Battaglia di
Marengo: sono infatti ancora visibili i segni lasciati da alcune
palle di cannone conficcatesi nella facciata.

LAPIDE DI DESAIX

A Vigna Santa è possibile visitare la lapide commemorativa
dedicata al sacrificio di Louis Desaix, valente generale che
partecipò alla Campagna d’Egitto e in seguito contribuì
grandemente alla vittoria di Napoleone durante la Battaglia di
Marengo. Perito durante lo scontro, viene ricordato grazie a
un monumento situato tra le località di Spinetta Marengo e
San Giuliano Vecchio.

PARCO MARENGO

Imponente polmone verde adiacente Villa Delavo, ospita ossario “Ai prodi di Marengo” e monumento al generale Desaix. Il parco “nasconde” un laghetto, originariamente parte di un giardino all’italiana.

PIRAMIDE

La Piramide costituisce la concretizzazione di un progetto
dello stesso Napoleone, che ne aveva fortemente caldeggiato
la realizzazione, al fine di commemorare i caduti in battaglia.
Il monumento, che costituisce l’attuale accesso al Museo,
mantiene vivo il legame con il passato anche grazie a un
rivestimento di piastre in ghisa dalle calde tonalità sabbiose,
che riportano alla mente le imprese egizie del Generale
francese.

VILLA DELAVO
MARENGO MUSEUM

Villa Delavo, a Spinetta Marengo, fu costruita a metà Ottocento dal farmacista alessandrino Giovanni Antonio Delavo, per celebrare il ricordo della battaglia di Marengo e della vittoria conseguita dal generale Bonaparte, di cui era appassionato cultore. Vi installò infatti un museo dedicato a Napoleone, con reperti e cimeli dell’epoca.
La villa presenta molte decorazioni prospettiche esterne,
opera del maestro lombardo Gabetta, e decorazioni interne di
Paolo Maggi e, forse, il pittore lomellino Sperati.

MARINCO CURTIS – AUDITORIUM

La Marinco Curtis era il luogo dove si itrattenevano scambi
commerciali e deve il suo nome alle Vie Marenche, vie da e
verso il mare che univano il territorio ligure a quello
dell’entroterra oltre gli appennini e il Basso e l’Alto Monferrato.
Al secondo piano della struttura è sito un Auditorium di 150
posti, si affiancano gli uffici di pertinenza e la torre merlata.

TORRE DI TEODOLINDA
E MURA LONGOBARDE

La torre detta di Teodolinda fu una quinta scenica perfetta
per la battaglia di Marengo. La costruzione presenta pianta
quadrata e cortina muraria in laterizio, coronata
superiormente da una fascia dentellata. E’ visibile dal parco
del Museo della Battaglia e rappresenta una delle costruzioni
più antiche di Alessandria a ricordo delle pertinenze di epoca
longobarda che dovevano svilupparsi nella regione della
Fraschetta.

59eme DEMI’ BRIGADE

Il Gruppo di ricostruzione storica ispirato alla 59éme Demi Brigade de Infanterie de Ligne nasce nel 2000 a Spinetta di Marengo (AL) dalla volontà di alcuni appassionati di storia napoleonica. L’Associazione (con un proprio statuto) svolge attività di reenactment partecipando a manifestazioni internazionali sia in Italia che all’estero.

LA PEDERBONA

Si tratta di una grande tenuta agricola, oggi adibita all’allevamento e alla produzione di latte. Agli inizi del secolo  scorso vennero rinvenuti nei pressi della Cascina alcuni preziosi manufatti in argento risalenti all’epoca romana, il cosiddetto “tesoro di Marengo”. La Cascina fu inoltre uno dei luoghi teatro della Battaglia di Marengo, in quanto nei suoi pressi soggiornò parte dell’esercito francese, su indicazione di Napoleone stesso.

CHIESA SAN FRANCESCO

Si tratta di una chiesa risalente alla fine del XIII secolo, la cui costruzione pare da riferirsi a un soggiorno alessandrino di San Francesco d’Assisi. Nel 1802, sulla base di un decreto emesso da Napoleone, l’antico edificio venne adibito a caserma di cavalleria, venendo in seguito convertito in ospedale militare su ordine di Carlo Alberto. Un intervento di restauro ne ha riportato alla luce i meravigliosi antichi affreschi in stile gotico.

PALAZZO GHILINI

Edificio in stile barocco piemontese, oggi sede della Provincia di Alessandria. Il suo nome deriva dalla famiglia committente, i Ghilini, la cui storia si muove in parallelo con quella del capoluogo e può vantare un’amicizia tra Cristina Ghilini e i Bonaparte, i quali vollero la dama alessandrina a Parigi all’inizio del XIX secolo.

MUSEO LA GAMBARINA

L’edificio, originariamente una caserma di origine settecentesca, è oggi sede del museo Etnografico e presenta ancora i tratti della sua vocazione originale e i ricordi di un passato militare della città, come testimonia un cannone di epoca napoleonica e altri reperti dell’epoca.

CASCINA LA VOGLINA

Si tratta di un suggestivo edificio storico nei pressi di Valenza, progettato da Filippo Juvarra nel corso del XVIII secolo e in seguito adoperato da Napoleone in occasione delle sue Campagne d’Italia. L’ampia villa, dagli interni riccamente decorati, è circondata dalla magnifica cornice verdeggiante di un ampio giardino all’italiana.

PALAZZO CUTTICA

L’antico Palazzo, sede del Museo Civico di Alessandria, ospita all’interno delle sue stanze riccamente decorate una Sala Napoleonica, che comprende alcuni cimeli risalenti al XVIII e al XIX secolo, al fine di preservare intatto lo spirito di un’epoca e di eternare il ricordo di eventi storici imprescindibili per il territorio alessandrino.