5 NOVEMBRE 1805: VERSO AUSTERLITZ – MURAT NELLA BATTAGLIA DI AMSTETTEN

5 NOVEMBRE 1805: VERSO AUSTERLITZ - MURAT NELLA BATTAGLIA DI AMSTETTEN

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Novembre 5, 2022    
12:00 am

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La battaglia di Amstetten fu una battaglia tra gli austriaci che si ritirarono da Vienna, l’avanguardia del maresciallo Murat e parte del corpo di Jean Lannes.

Il 5 novembre 1805, Murat, con due squadroni della sua cavalleria, caricò coraggiosamente 3 reggimenti di cavalleria austriaci, che rapidamente lo costrinsero a retrocedere, per poi lanciarsi all’inseguimento. Il fuoco dell’artiglieria a cavallo francese li fermò e Murat attese l’arrivo di Lannes e dei suoi uomini. Lannes ingaggiò il combattimento sulle posizioni di Bagration, costringendo i russi a ritirarsi.

Mille austriaci furono uccisi, feriti o fatti prigionieri, 300 russi uccisi o feriti con 700 prigionieri. Gli alleati persero un terzo del personale impegnato. 

 

  • “Il combattimento di Amstetten”, Abel Hugo, “France militaire 1792-1837”:

 

Il generale Kutusow, disperato di poter difendere con successo la linea dell’Ems, che era tuttavia l’unica che gli restava per coprire la capitale dell’Austria, si era affrettato ad evacuarla all’arrivo delle prime colonne francesi. Si era ritirato dalla grande strada da Lintz a Vienna e aveva fatto prendere posizione ad una parte del suo esercito sulle alture di Amstetten, ma dopo aver conquistato la città di Ems, Murat aveva seguito la stessa direzione con la sua cavalleria leggera e la divisione granatieri del generale Oudinot, staccata dal corpo del maresciallo Lannes.

Murat iniziò a riconoscere la posizione del nemico e dopo qualche impegno tra la sua cavalleria e la cavalleria russa, spinse avanti la divisione di granatieri formata in diverse colonne d’attacco. Il nemico inizialmente fece una buona difesa, ma Oudinot ordinò una carica generale alla baionetta. Gli austro-russi furono colpiti su tutti i fronti e lasciarono 400 morti sul campo di battaglia. I francesi fecero, inoltre, 300 prigionieri. Inseguito dal 9º e dal 10º ussaro, il nemico lasciò ancora 1500 prigionieri nelle mani di questa cavalleria.

La sconfitta affrettò la ritirata dell’esercito alleato. Vennero subito riparati i ponti sul fiume di Ips e Murat, continuando l’inseguimento, arrivò il 7 novembre sotto le mura dell’abbazia di Molk, che l’imperatore d’Austria aveva appena lasciato. Il giorno seguente stabilì il suo quartier generale in questa abbazia e spinse i suoi avamposti su San-Polten.

La distruzione di gran parte dell’esercito austriaco sul Danubio e i rapidi progressi dell’esercito francese spaventarono l’imperatore d’Austria, che tornò a Vienna e si affrettò ad inviare il generale conte Giulay all’imperatore Napoleone per proporgli un armistizio. Poi Francesco II si recò a Presburgo, con l’intenzione di ritirarsi ad Olmutz, in Moravia, dove aveva già inviato l’imperatrice, una parte della famiglia imperiale, gli effetti più preziosi della corte e le varie cancellerie.

Il plenipotenziario austriaco arrivò a Lintz la notte del 9 novembre e fu immediatamente introdotto all’imperatore. Napoleone gli disse che un esercito vittorioso, forte, di 200.000 uomini, non trattava di un armistizio con un esercito in fuga. Tuttavia gli consegnò una lettera per il suo sovrano, nella quale annunciava l’intenzione di entrare in accordi più solidi di una semplice sospensione di armi.