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4 APRILE 1814: NAPOLEONE FIRMA A FONTAINEBLEAU UNA FORMULA DI ABDICAZIONE CONDIZIONALE CHE PRESERVA I DIRITTI DI SUO FIGLIO E DELL’IMPERATRICE REGGENTE

4 APRILE 1814: NAPOLEONE FIRMA A FONTAINEBLEAU UNA FORMULA DI ABDICAZIONE CONDIZIONALE CHE PRESERVA I DIRITTI DI SUO FIGLIO E DELL'IMPERATRICE REGGENTE

Quando

Aprile 4, 2023    
Tutto il giorno

Tipologia evento

Napoleone è a Fontainebleau dal 31 marzo 1814 all’alba. Ha appreso nella notte della capitolazione di Parigi. Ci sono marescialli, generali e truppe che si accampano nel parco del castello. Il 1º aprile, parte per Essonnes per ispezionare le posizioni tenute dalle truppe di Marmont. Il 2, assiste alla parata della guardia ascendente. Torna, in serata, Caulincourt, che ha fallito nel negoziato che Napoleone gli aveva chiesto di tentare con lo Zar. Parleranno insieme fino a notte fonda.

Il 3 aprile, dopo una nuova visita agli avamposti di Essones e un colloquio con Berthier, Napoleone passa in rassegna la vecchia guardia di Friand e la giovane guardia di Henrion. Parla agli uomini, distribuisce croci della legione d’onore, annuncia loro che il nemico è a Parigi, e che lo zar ha rifiutato la sua offerta di pace. “Tra pochi giorni andrò ad attaccare Parigi. Ho ragione?” “A Parigi, a Parigi” rispondono i suoi uomini. In serata cade questa informazione: il Senato, poi il corpo legislativo hanno votato la sua decadenza.

Il 4 aprile mattina incontrò i suoi generali e marescialli e presentò loro il suo piano di battaglia per riconquistare Parigi. L’intervista è piena di ostilità. Ney, Lefebvre e Moncey credono in una possibile reggenza dell’imperatrice, Macdonald e Oudinot sono stati avvicinati dagli emissari di Talleyrand, capo del governo provvisorio dal 31 marzo. Bertrand, Bernier, Bassano e persino Caulincourt non sembrano approvarlo. “L’esercito mi obbedirà!” lancia Napoleone. Ney risponde: “Sire, l’esercito obbedisce ai suoi generali!”

Napoleone rimase solo con Caulincourt e trascorse il resto della giornata scrivendo il testo della sua abdicazione condizionale, che prevedeva la reggenza dell’imperatrice e il futuro regno di Napoleone II, suo figlio. Si prende tre volte per perfezionare il testo definitivo, copiato dal barone Fain, segretario del gabinetto dell’Imperatore, e firma il testo seguente:
“Le potenze straniere hanno dichiarato che l’imperatore Napoleone era un ostacolo al ripristino della pace e dell’integrità del territorio francese, fedele ai suoi principi, ai suoi giuramenti di fare tutto per la felicità e la gloria del popolo francese, l’Imperatore Napoleone dichiara di essere pronto ad abdicare in favore di suo figlio e a farne consegnare l’atto in debita forma al Senato con un messaggio non appena Napoleone II sarà riconosciuto dalle potenze, così come la reggenza costituzionale dell’Imperatrice. A questa condizione, l’Imperatore si ritirerà immediatamente nel luogo che sarà convenuto. Fatto nel nostro palazzo di Fontainebleau il 4 aprile 1814. Firmato: Napoleone”.

L’Imperatore vuole far pervenire rapidamente il suo messaggio a Parigi. Per questo designa uomini di fiducia: Ney, Macdonald, Colaincourt, e incontrato lungo la strada, e che li accompagnerà fino a Parigi… Marmont.