25 NOVEMBRE 1816: LAS CASES VIENE ESPULSO DA LONGWOOD

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25 NOVEMBRE 1816: LAS CASES VIENE ESPULSO DA LONGWOOD

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Novembre 25, 2022    
12:00 am

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Il conte di Las Cases, che con suo figlio Emmanuel aveva accompagnato l’Imperatore nel suo esilio forzato da Rochefort e presente a Sant’Elena da più di 13 mesi, viene arrestato per ordine del governatore Hudson Lowe.

Il suo “Memoriale”, che inizia il 20 giugno 1815, subito dopo Waterloo, termina il 23 novembre 1816, due giorni prima della sua partenza forzata da Longwood. Per tutto questo tempo, Las Cases, molto assiduamente, ha assunto un ruolo di segretario particolare dell’Imperatore.

Perché Las Cases e suo figlio vengono espulsi da Longwood? Perché gli inglesi hanno sequestrato nella loro stanza tutti i loro documenti, appunti e cose personali?

Si tratta di lettere personali, una per la sua amica Lady Clavering, l’altra per Lucien Bonaparte, scritte su quadrati di taffetà, e cucite all’interno dei vestiti del suo servitore James Scott, che doveva tornare in Europa? In effetti, tutta la corrispondenza non controllata era formalmente proibita da Lowe.

Ma il fatto è che Las Cases, anche se Lowe glielo permetteva, rifiutò di tornare a Longwood. Perché? È per la salute di suo figlio Emmanuel? C’è connivenza con l’Imperatore, per far pervenire in Europa una testimonianza del suo stato? È perché Las Cases ha abbastanza elementi per scrivere quello che oggi chiameremmo un “best seller”? Le sue relazioni, nel confinamento di Longwood, erano con Gourgaud, Montholon, Bertrand e soprattutto sua moglie, diventate insopportabili?

Leggete il sito “l’altra Sant’Elena”, di Albert Benhamou, in particolare questa pagina:

http://www.lautresaintehelene.com/autre-sainte-helene

 

  • E Napoleone in tutto questo?

 

Il 10 dicembre si decide a scrivere a Las Cases. Sa che quest’ultimo, autorizzato a ritornare a Longwood, non ne mostra manifestamente alcun desiderio. Questa lettera la conclude con una mano molto insolita “Il vostro devoto” e il segno di “Napoleone”.

Ma questa lettera partì sigillata, cosa che Lowe vietò, e fu quindi immediatamente restituita dagli inglesi al mittente. Il 14 dicembre Napoleone autorizzò Bertrand a rompere il sigillo e a consegnarlo all’ufficiale inglese Poppleton, per portarlo al governatore. Lowe la legge, ma la comunica a Las Cases solo il 16 dicembre, due giorni dopo averla ricevuta. Questa è la lettera:

“Longwood, 11 dicembre 1816. Mio caro conte Las Cases, il mio cuore sente molto chiaramente quello che provi. Strappato, 15 giorni fa, dalla mia presenza, sei rinchiuso da questo tempo in segreto, senza che io abbia potuto ricevere né darvi alcuna notizia, senza che tu abbia comunicato con nessuno, francese o inglese, privato anche di un domestico di vostra scelta. La vostra condotta a Sant’Elena è stata, come la vostra vita, onorevole e senza rimproveri, mi fa piacere dirvelo.

La tua lettera alla tua amica di Londra non è nulla di riprovevole. Hai sparso il tuo cuore nel seno dell’amicizia. Questa lettera è simile a otto o dieci lettere che hai scritto alla stessa persona e che hai inviato. Il comandante di questo paese, avendo avuto l’indelicatezza di spiare le espressioni che confidavate all’amicizia, vi ha fatto rimproveri ultimamente, vi ha minacciato di rimandarvi dall’isola, se le vostre lettere contenevano più denunce contro di lui.

Ha così violato il primo dovere del suo posto, il primo articolo delle sue istruzioni e il primo senso di onore. Così ti ha permesso di cercare i modi per far arrivare i tuoi versamenti nel seno dei tuoi amici, e di far loro conoscere la condotta colpevole di questo comandante. Ma sei stato molto semplice, la tua fiducia è stata molto facile da sorprendere!

Si aspettava un pretesto per sequestrare i suoi documenti, ma la sua lettera alla sua amica di Londra non ha potuto autorizzare una retata della polizia in casa sua, poiché essa non contiene alcuna trama né alcun mistero. Che è solo l’espressione di un cuore nobile e sincero. La condotta illegale e precipitosa che si è tenuta in questa occasione porta il timbro di un odio personale molto basso. Nei paesi meno civilizzati, gli esiliati, i prigionieri, anche i criminali, sono sotto la protezione delle leggi e dei magistrati. Coloro che sono preposti alla loro custodia hanno dei capi nell’ordine amministrativo e giudiziario che li sorvegliano. Su questa roccia, l’uomo che fa i regolamenti più assurdi, li esegue con violenza, trasgredisce tutte le leggi, nessuno contiene le deviazioni delle sue passioni.

Il principe reggente non potrà mai essere istruito sulla condotta che si tiene in suo nome, si è rifiutato di fargli passare le mie lettere, si sono rinviate con rabbia le lamentele che rivolgevano il conte di Montholon. Da allora abbiamo fatto sapere al conte Bertrand che non avremmo ricevuto nessuna lettera se fossero state redatte come erano state fino a quest’ora. Circondiamo Longwood di un mistero che vorremmo rendere impenetrabile, per nascondere una condotta criminale, e che lascia sospettare le intenzioni più criminali. Con rumori sparsi con astuzia, si vorrebbe dare il cambio agli ufficiali, ai viaggiatori, agli abitanti ed anche agli agenti che si dice che l’Austria e la Russia mantengano in questo paese. Senza dubbio si inganna anche il governo inglese, con racconti abili e menzogneri!

Sono stati sequestrati i vostri documenti, tra i quali si sapeva che c’erano quelli che mi appartenevano, senza alcuna formalità, accanto alla mia stanza, con un fulgore e una gioia feroce. Fui avvertito poco dopo. Misi la testa alla finestra e vidi che vi stavano portando via. Un sacco di personale intorno alla casa. Mi sembrò di vedere gli abitanti del Mare del Sud danzare intorno ai prigionieri che stavano per divorare.

La vostra società mi era necessaria; solo voi leggete, parlate, e sentite l’inglese. Quante notti avete trascorso durante le mie malattie! Tuttavia, vi esorto, e se necessario, a chiedere al comandante di questo paese di rispedirvi sulla terraferma. Egli non può rifiutarsi di farlo, poiché egli agisce su di voi soltanto mediante l’atto volontario che avete firmato. Sarà per me una grande consolazione sapervi in cammino verso paesi più ricchi.

Arrivati in Europa, sia che andiate in Inghilterra, sia che torniate in patria, dimenticate il ricordo dei mali che vi hanno fatto soffrire. Vantatevi della fedeltà che mi avete mostrato e di tutto l’affetto che vi porto. Se vedete mai mia moglie e mio figlio, baciateli. Da due anni, non ho notizie dirette o indirette. In questo paese, un botanico tedesco li ha visti nel giardino di Schönbrunn, qualche mese prima della sua partenza. I barbari hanno impedito che mi desse loro notizie.

Tuttavia, consolatevi e consolate i miei amici. Il mio corpo si trova, è vero, al potere dell’odio dei miei nemici. Non dimenticano nulla che possa soddisfare la loro vendetta. Mi uccidono, ma la Provvidenza è troppo giusta per permettere che ciò si prolunghi ancora a lungo. La insalubrità di questo clima divorante, la mancanza di tutto ciò che mantiene la vita, metteranno, lo sento, un termine rapido a questa esistenza. Un giorno l’Europa segnalerà con orrore quest’uomo astuto e malvagio. I veri inglesi rinnegheranno Breton. Poiché tutto porta a pensare che non vi sarà permesso di venire a trovarmi prima della vostra partenza, ricevete i miei baci, la certezza della mia stima e della mia amicizia. Siate felici.

Il vostro devoto, Napoleone.”

 

Il fatto è che un mese dopo Las Cases e suo figlio vegono trasferiti a Città del Capo, per poi partire definitivamente per l’Europa. Alla morte dell’Imperatore, Las Cases vorrà che tutti i suoi documenti sequestrati a Sant’Elena gli siano restituiti. Tutte le sue note le rimetterà in ordine al castello di Sohan, in Belgio, perché Luigi XVIII gli ha vietato di soggiornare sul territorio francese. Il suo “Memoriale di Sant’Elena”, pubblicato nel 1823, sarà una delle basi della leggenda napoleonica…