23 SETTEMBRE 1803: BONAPARTE RIUNISCE I MARINAI DELLA GUARDIA

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23 SETTEMBRE 1803: BONAPARTE RIUNISCE I MARINAI DELLA GUARDIA

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Settembre 23, 2022    
12:00 am

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• Il battaglione dei marinai della guardia imperiale, in Colli blu di giugno 2020, di Philippe Brichaut

Testo gentilmente trasmesso a Cercle Napoléon da CDC (R) Philippe-Yvon Manfredi:

 

L’azione della Marina sotto il Primo Impero è spesso ridotta alla battaglia di Trafalgar. Tuttavia, i marinai sono rimasti nel cuore dell’Impero e, in particolare, quelli della guardia imperiale. Costituiti come battaglione, in vista dell’invasione dell’Inghilterra, questi marinai hanno combattuto in mare e sulla terra. Erano soprannominati dagli altri corpi del grande esercito “i buoni a fare tutto”. Napoleone I disse di loro: “Sono stati, se necessario, marinai, soldati, artiglieri, pontonieri, tutto!”

Quando, nel 1799, la guardia del Direttorio fu trasformata in guardia consolare, non comprendeva la marina. Bonaparte, allora primo console, progettava di invadere l’Inghilterra e decise di creare un corpo speciale di marinai per trasportare oltre la Manica il suo personale e la sua guardia. Il 30 fruttidoro anno XI (27 settembre 1803), appare l’ordinanza che fissa il modo di reclutamento di questa unità, battezzata “battaglione dei marinai della guardia consolare”, posta sotto il comando del capitano di vascello Daugier. Alla sua creazione vengono reclutati 737 uomini, suddivisi tra uno stato maggiore e cinque equipaggi, divisi ciascuno in cinque squadre di 29 uomini. Il 29 luglio 1804, la guardia consolare divenne guardia imperiale e il battaglione quello dei marinai della guardia imperiale.

 

UNA CREAZIONE A PASSO DI CARICA

Una lettera del 23 settembre 1803, indirizzata al ministro della Marina, conferma la nascita di questa unità: “Il Primo Console desidera, cittadino Ministro, che lei prenda le seguenti disposizioni: entro cinque giorni dalla ricezione dei suoi ordini, i prefetti marittimi designeranno i marinai che dovranno entrare nel battaglione e nelle ventiquattro ore che seguiranno, questi marinai saranno diretti a Parigi. Al loro arrivo, alloggeranno a Courbevoie.” Alla fine del dicembre 1803, il battaglione fucompleto. Nel gennaio 1804, ricevette l’ordine di prendere possesso delle chiatte di sbarco in corso di completamento in tutti i porti delle facciate dell’Atlantico e della Manica, per trasportarlepoi a Boulogne-sur-Mer.

Il transito avvenne in piccoli gruppi e a vista della terra. Il nemico si aggirò lungo le coste e non esitò a colpire appena possibile. Fu, ad esempio, il caso al largo di Wimereux e Dieppe: le chiatte furnono attaccate da fregate inglesi, ma i marinai della guardia riuscirono ogni volta a respingerle. Il 13 termidoro anno XII (1º agosto 1804), una divisione navale inglese attraversò la foce della Senna per bombardare Le Havre. Alcuni marinai del battaglione della guardia vi raccoglievano delle scialuppe cannoniere costruite a Parigi e a Le Havre, per raggiungere Boulogne. Il capitano di fregata Baste, comandante del terzo equipaggio, prese il comandodi 30 scialuppe ed effettuò una sortita che costrinse gli inglesi a ritirarsi. Durante lo scontro, il brigantino inglese Locust fu smantellato dai colpi delle scialuppe e riuscì a fuggire dall’approdo solo grazie al vento che lo respinse verso il largo.

 

COMBATTERE A TERRA

Con l’abbandono dell’invasione inglese, il battaglione fu riassegnato ad altre missioni. Partecipò all’assedio, poi alla presa di Danzica, nel 1807. Dopo questa campagna in Germania fu inviato in Spagna e confinato a Madrid. Nel maggio 1808, il generale Dupont ricevette l’ordine di radunare, con 9580 uomini, la città di Cadice. Il battaglione dei marinai della guardia si unì a lui. La sua missione era quella di rinforzare gli equipaggi della flottiglia francese, che si rifugiò dopo la battaglia di Trafalgar.

Appena entrato in Andalusia, il generale dovette affrontare una guerriglia che assillava le sue truppe. Si sollevò un’intera regionecon diversi eserciti, per un totale di 50000 uomini. Dopo aver preso d’assalto Cordoba, Dupont, a corto di rifornimenti e minacciato di accerchiamento, dovette ritirarsi. Fu inseguito dai 20.000 uomini del generale Castaños. Arrivato a Bailén, cadde di fronte a 30.000 spagnoli comandati dai generali Reding e Coupigny.

Posti in riserva all’inizio della battaglia, i marinai furono chiamati in prima linea per sfondare il centro dell’esercito nemico. Si formano in linea di battaglia nel cuore dell’unità francese. Colpirono tre volte e persero un terzo del loro personale. Dopo nove ore di combattimento, Dupont capitolò. I marinai furono fatti prigionieri e incarcerati, prima a Rota, poi su navi disarmate all’ormeggio nel porto di Cadice, i famosi pontili di sinistro ricordo. Malnutriti, molti vi troveranno la morte. I sopravvissuti furono deportati sull’isola deserta di Cabrera, nelle Baleari, considerata da alcuni storici il primo campo di concentramento della storia.

 

UN DESTINO INTIMAMENTE LEGATO A QUELLO DELL’IMPERATORE

Dopo la battaglia di Bailén, prima sconfitta napoleonica, il battaglione dei marinai della guardia fu decimato. Nel settembre 1810 venne ricostituito con 1136 uomini, suddivisi in otto compagnie. Due furono inviate in Portogallo e parteciparono alla battaglia di Fuentes de Oñoro, una a Brest, un’altra ad Anversa e due su edifici di prima fila a Tolone. Le ultime due parteciperanno alla campagna di Russia. Infine, 60 marinai, evasi dai pontili, parteciperanno all’assedio di Cadice condotto dal maresciallo Victor, dal 1810 al 1812.

Le compagnie inviate in Russia serviranno come pontonieri e cannonieri. Questi uomini si distingueranno in particolare nella battaglia della Beresina. Dei 282 marinai impegnati, solo 85 torneranno. Ricostituito rapidamente, il battaglione partecipò alla campagna di Germania del 1813, poi a quella di Francia, nel 1814. Ventuno marinai accompagneranno l’Imperatore in esilio sull’Isola d’Elba. Durante i Cento giorni il battaglione contava 150 uomini. Questi ultimi parteciparono alla campagna del Belgio e si illustrarono prendendo d’assalto il ponte di Charleroi, prima che i prussiani lo facessero saltare in aria. Parteciperanno alla battaglia di Waterloo come artiglieri.

Dopo la seconda abdicazione, il battaglione fu sciolto con ordinanza reale del 10 agosto 1815. I marinai del battaglione della Guardia Imperiale hanno combattuto in mare, a terra e in tutti i teatri operativi dell’Impero. Un primato per i marinai! Cento anni dopo, quelli dell’ammiraglio Ronarch si distingueranno anche in Belgio, a Dixmude.