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22 MAGGIO 1813: DUROC MUORE

22 MAGGIO 1813: DUROC MUORE

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Maggio 22, 2023    
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Tipologia evento

All’alba del 22 maggio 1813, mentre l’Imperatore inseguiva il nemico sconfitto a Bautzen, Christophe de Michel du Roc, detto Duroc, duca di Frioul, gran maresciallo del palazzo di Napoleone, talvolta soprannominato “l’ombra di Napoleone”, affidò i suoi documenti personali e il suo orologio a Coursot, il suo servitore (ex di Austerlitz che seguirà poi Napoleone a Sant’Elena). ” Tieni, vecchio Coursot, se avrò la faccia rotta, lo terrai”. Come Bessières, Duroc ha la premonizione della sua morte prossima.

La sera, dopo alcuni combattimenti, mentre l’imperatore osserva la ritirata della retroguardia nemica, un ultimo proiettile russo viene sparato su Mortier, Duroc e Kirgener. Mortier è illeso, ma Kirgener, il cognato di Lannes, viene ucciso e Duroc colpito a morte nell’addome inferiore.

Quattro anni dopo Lannes, caduto a Essling il 22 maggio 1809, tre settimane dopo Bessières, ucciso alla vigilia di Lützen, ecco un terzo dei suoi fedeli a scomparire tragicamente.

Napoleone diceva di lui: Duroc aveva passioni vive, tenere e segrete, che rispondevano poco alla sua freddezza esteriore. Duroc era puro e morale, del tutto disinteressato a ricevere, estremamente generoso nel dare.

• Leggiamo le memorie del Barone Jean Dominique Larrey [Ed. Tallandier 2004] pp.1150 – 1151

Non ebbi la stessa felicità per l’ultima ferita che ricevette alla fine della battaglia di Wurschen, nel maggio 1813. Una palla di cannone, lanciata dal campo del nemico, dopo aver attraversato il corpo del generale del genio Kirgener, venne a radere da destra a sinistra il ventre del generale Duroc; i suoi abiti furono strappati, una grande parte della pelle della regione addominale portata via e diverse circonvoluzioni dell’intestino perforate. Questo ferito era quasi all’ultimo grado della sua esistenza, quando arrivò alla capanna dove era stato deposto.

Ti aspetto con grande impazienza, mio caro Larrey, gridò questo sventurato generale quando mi vide. Mi farai l’ultimo favore di un amico: sento che la mia piaga è al di sopra delle risorse della tua arte, ma fa’ cessare, ti prego, i tormenti orribili ai quali sono in preda da trenta ore, e riceverai i miei teneri e ultimi addii.

Egli espirò poche ore dopo. Questo incontro fu per me uno dei momenti più crudeli della mia vita…”