21 novembre 1796: PRIMA CAMPAGNA D’ITALIA – BONAPARTE SCRIVE A GIUSEPPINA… CHE NON GLI RISPONDE

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21 novembre 1796: PRIMA CAMPAGNA D'ITALIA - BONAPARTE SCRIVE A GIUSEPPINA... CHE NON GLI RISPONDE

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Novembre 21, 2022    
12:00 am

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Bonaparte fu in Italia dall’inizio di aprile 1796. Dopo la vittoria di Arcole il 17 novembre, giunse a Verona e si prese il tempo di scrivere a Giuseppina, sposata il 9 marzo 1796.  Il 24 giugno il Direttorio la autorizzò a raggiungerlo. Lasciò Parigi il 27, accompagnata da Joseph e da una suite numerosa, nella quale troviamo… Hippolyte Charles.

Bonaparte ritrovò la moglie il 13 luglio a Milano, ma, molto preso dalle sue responsabilità militari, non poté restare che due giorni al suo fianco. I due si rividero solo il 30 luglio a Castelnuovo.

Bonaparte scrisse a sua moglie lettere piene di fiamma e di amore, ma rimaste senza risposta.

 

  • Verona, 1º Frimaio anno V (21 novembre 1796)

 

Vado a letto, mia piccola Josephine, con il cuore pieno della tua adorabile immagine e mi dispiace stare così tanto lontano da te, ma spero che tra qualche giorno sarò più felice e potrò a mio agio darti prove dell’amore ardente che mi hai ispirato.

Non mi scrivi più; non pensi più al tuo buon amico, crudele donna! Non sai che senza di te, senza il tuo cuore, senza il tuo amore, non è per tuo marito né felicità né vita. Buon Dio! Sarei felice se potessi assistere alla gentile toilette: piccola spalla, un piccolo seno bianco, elastico, ben fermo; sopra questo, un fazzoletto creolo, da mordere. Sai che non dimentico le piccole visite; sai, la piccola foresta nera. Do mille baci e aspetto con impazienza il momento di esserci. Tutto a te, la vita, la felicità, il piacere: sono ciò che fai. Vivere in una Josephine è vivere nell’Eliseo. Bacio alla bocca, agli occhi, sulla spalla, al seno, ovunque, ovunque!

 

  • Verona, 3 Frimaio anno V (23 novembre 1796)

 

Io non ti amo più, anzi, ti odio. Sei una brutta, sinistra, molto stupida Cenerentola. Non mi scrivi affatto, non ami tuo marito. Sai il piacere che le tue lettere gli fanno e non gli scrivi sei righe gettate a caso!

Che cosa fa tutto il giorno, signora? Quale affare così importante le toglie il tempo di scrivere al suo buon amante? Quale affetto soffoca e mette da parte l’amore, il tenero e costante amore che gli avete promesso? Quale può essere questo meraviglioso, questo nuovo amante che assorbe tutti i vostri momenti, tiranneggiando le vostre giornate e impedendovi di occuparvi di vostro marito? Josephine, fai attenzione, una bella notte, con le porte chiuse, e me voilà.

In verità, mia buona amica, sono preoccupato di non ricevere tue notizie; scrivimi presto quattro pagine di cose amabili che riempiono il mio cuore di sentimento e di piacere. Spero che presto ti abbraccerò e ti coprirò con un milione di baci caldi come sotto l’equatore.

 

  • Concludiamo con una delle famose citazioni di Bonaparte:

“In guerra, come in amore, per farla finita bisogna vedersi da vicino…”