20 SETTEMBRE 1854: GLI ZUAVI NELLA BATTAGLIA DI ALMA

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20 SETTEMBRE 1854: GLI ZUAVI NELLA BATTAGLIA DI ALMA

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Settembre 20, 2022    
12:00 am

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 • Campagna della Crimea, l’Alma: ricordi di uno zuavo, di Louis Noir.

Per quasi dieci minuti la cannonata del nemico tuonò con inaudita violenza, preparando una carica. Ma le nostre batterie di riserva accorsero; gli zuavi rimossero i componenti e li fecero passare attraverso i passaggi irti di ostacoli, con la forza del polso.

Aprirono un fuoco d’inferno: duemila fucilieri, sia cacciatori che zuavi, usarono ottanta cartucce per uomo in pochi istanti. I russi si riunirono in un quadrato, contro i proiettili; mossa insensata che si spiega con il disordine e la smobilitazione in cui si trovavano.

Il colonnello Clère giudicò con questo movimento la smobilitazione dei nostri avversari; era in una piega di terreno con il suo secondo zuavo, il primo della stessa arma, il primo di cacciatori a piedi, il 39º di linea della riserva che era appena arrivata.

Il colonnello ritirò tutte queste truppe, insieme al suo impulsivo collega Bourbaki; questi cinquemila uomini si precipitarono contro la torre, ai piedi della quale arrivarono con tanta forza che un certo numero di granatieri russi fu inchiodato dalle baionette contro le mura.

Le due divisioni e la riserva, appoggiando con intelligenza questa carica improvvisata da un colonnello, minacciarono il nemico e decisero la sua ritirata.

In quel momento, tutto l’esercito salutò la bandiera del secondo zuavo che sventolava sulla torre. Il sergente maggiore Fleury, del primo reggimento, aveva scalato le impalcature del telegrafo, la cui costruzione non era stata completata; il colonnello Clère, dall’alto del suo cavallo, aveva teso l’aquila del suo reggimento al sottufficiale, che fece sventolare nell’aria le pieghe dello stendardo; le pallottole lacerarono la stoffa.

“Scendete, scendete!” gridavano al sergente maggiore. Ma lui, in un delirio di entusiasmo, rispose: “No! Voglio morire qui”. E attese la morte, dominando i due eserciti. Un proiettile lo colpì in fronte e lo scaraventò in fondo alla torre.

Appena toccato il suolo, uno zuavo si lanciò sulla cima della torre con la bandiera del primo reggimento, che sventolò sopra la testa.

Un biscaglino ruppe l’asta di questa bandiera nelle sue mani: l’intrepido soldato si voltò verso il nemico e sfidò la morte per alcuni minuti. La morte non lo volle. Scese dicendo: “Sembra che io spaventi i proiettili!”