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Marengo antico insieme ai Longobardi

Sabato 1° giugno il Medioevo rifiorirà al polo culturale di Marengo per narrare l’arco di mille anni fluito sul suolo di Fraschéta investito dalla saga napoleonica tre secoli più tardi. La Pace è cresciuta qui a Marengo: l’intesa di tre popoli insediati sull’area dal secolo VII univa ai Longobardi definiti pagani e barbari e ai Franchi carolingi legati al Papato la società matriarcale di figure definite dalla tipicità (cute bruna, corporatura robusta, statura bassa) di Marici mandriani (qui echeggia l’assonanza a ”mandrogni”) di bestiame ivi deportati dagli antichi Romani.

L’uomo è incline a sapere per coabitare e, così, smentire la dualità ”civile – incivile” oggidì scaturita dalla comunicazione contraffatta dal circolo massmediatico: il talk sul viaggio di Frida per disvelare l’origine alle terre belle di Fraschéta alessandrina e salvare le pietre dall’oblio inizierà alle 16 all’auditorium per trasmettere il testimone e, così, unire le età antica e moderna di Marengo incise dalla storia. Il romanzo di Barbara Ferrari è impreziosito dalla liaison all’epoca storica già dal nome germanico abbottonato alla protagonista Frida. L’agro rigoglioso di Fraschéta definito dalla corte regia longobarda è il campo di belligeranza per l’eroina scaltra e vivace immune al cliché e battagliera per proteggere l’emancipazione femminile poi annullata dal monachesimo e il popolo d’origine dalla leadership spirituale e temporale.

La torre dedicata alla regina Teodolinda è unita alla curtis Marinco cioè l’azienda agraria istituita per programmare l’area rurale all’evo definito dal vassallaggio parallelo al turnover di Goti e Longobardi: l’osservatorio più antico di epoca longobarda e carolingia costruito sul pianoro alessandrino disteso a est oltre il fiume Bormida resiste dal secolo VII e sarà la location per la rievocazione storica allestita dall’equipe Fara di Belmonte.

Il parco Desaix sarà gremito di giullari e saltimbanchi, burattini e marionette, musici e cantastorie, tessitrici e cuoche, arnesi e metodi antichi adottati dagli artigiani per riparare le armi ai guerrieri prodi iscritti ai sodalizi storici Folet dla Marga e Gilda del Corvo bianco.

La leggenda, già smentita, sul chiodino estratto dalla Vera Croce e unito alla Corona Ferrea esalta l’appeal per la reliquia custodita al duomo di Monza e scelta per benedire diversi sovrani longobardi e l’imperatore Napoleone consacrato Re d’Italia (26 maggio 1805): la visita guidata al museo napoleonico di Villa Delavo è consentita.

L’angolo street food di prodotti locali (vino, tartufi, miele, bevande, gastronomia, gelati, dolci, farine) sarà la delizia per qualsiasi palato.

L’evento allestito dall’Unione giornalisti e Comunicatori europei (Ujce) insieme alle associazioni di promozione sociale Lisondria ades e Tra cuore e mente è patrocinato dalla Provincia di Alessandria e sostenuto dal Centro servizi volontariato Alessandria e Asti e dal Comune di Alessandria.