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Madame Mère, Napoleone e gli spaghetti delicati

Oggi è la festa della mamma: l’idea di don Otello Migliosi (Assisi, 23 marzo 1913 – 4 marzo 1996) resiste dal 12 maggio 1957. La liaison ”madre – figli” indagata dalla psicanalisi è palese altresì a Napoleone.

La tradizione orale espone l’aneddoto sull’esilio elbano: il condottiero còrso adorava pranzare insieme alla nobildonna italiana naturalizzata francese Maria Letizia Ramolino (Ajaccio, 24 agosto 1750 – Roma, 2 febbraio 1836) alias Madame Mère stabilita alla Casa Vantini vicino alla Villa dei Mulini a Portoferraio per intrattenere le autorità e aiutare le figure devote all’imperatore esule.

La bontà d’animo è contagiosa.

La Madame Mère cuoceva gli spaghetti preferiti dal figliolo: l’amore materno esibito dal gesto inconsueto per qualsiasi personalità aristocratica era gradito a Napoleone artefice indefesso di sorte propria e altrui però conscio di assaporare l’allegria rifiorita dall’eco d’infanzia.

La grazia è stata estesa altresì dal presbitero umbro riuscito a conferire la solennità alla ricorrenza già rodata soltanto dalla mira commerciale.

La mia lettura è scissa dal target di deviare l’emotività altrui: l’invito è ridotto a impugnare la forchetta, avviare la danza di tre dita sul codolo e gustare gli spaghetti delicati. Buon appetito! … ops … Bonne table!