Napoleone e l’ultimo drink

Napoleone gradiva l’orzata e questo sciroppo a base di mandorle amare può avere indotto l’intossicazione casuale per ingestione: la teoria alternativa sulla morte dell’Imperatore dei Francesi addossa l’avvelenamento da cianuro all’overdose della bevanda preferita.

La ghiottoneria, il peccato capitale compiuto dall’uomo esiliato sull’isola atlantica Sant’Elena per ridurre l’oceano di solitudine, è stata colta dal giovane barista Luigi per raccogliere nella coppetta squisita la storia colossale, il tempo corrente e il territorio. Oggidì il nome Napoleon definisce la fascetta sulla bottiglia più rinomata di cognac, il distillato di vino bianco francese venduto nel mondo intero già all’epoca di Bonaparte. Il drink French75 (sparkling cocktail) rivisitato unisce il cognac all’orzata e al succo di limone. Il flûte è stato poi rabboccato di Gavi spumante brut.

L’audacia avulsa dalla tradizione è stata esposta dal responsabile per Progetti Speciali di Marengo Gourmand: l’idea di Federico è esplosa nel cocktail di caffè preparato nella tecnica shake&strain.

Ogni proposta è stata gradita alla giuria della Federazione italiana barman (Fib) riunita per valutare gli allievi reduci dalle lezioni di miscelazione internazionale di primo livello per barman impartitedal barman istruttore Christopher Rovella al castello di Marengo.La cornice napoleonica è stata il set migliore per esaltare il trionfo assoluto: la pergamena è stata conferita da Efrem Bovo e Simona Papè (Unione giornalisti e comunicatori europei) ai candidati Fabrizio Giudici, Luigi Montanari, Federico Pasino, Sara Penna, Rita Ponomarova, Christian Spurio.