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30 ottobre 1813: Napoleone e la battaglia di Hanau

30 ottobre 1813: Napoleone e la battaglia di Hanau

Quando

Ottobre 30, 2022    
12:00 am

Tipologia evento

La Baviera, fino ad allora alleata della Francia, aderisce alla Sesta Coalizione e dichiara guerra alla Francia il 14 ottobre 1813.

Mentre Napoleone si ritira con le sue truppe, il 30 ottobre viene minacciato sul fianco dai 43.000 tra Bavaresi e Austriaci del Maresciallo Karl Philipp von Wrede, il quale ferma l’avanzata napoleonica raggiungendo Hanau. Credendo che il grosso dell’armata francese si trovasse più a nord, lungo la strada di Coblence, Wrede pensa di dover far unicamente fronte ai 17.000 uomini a protezione del fianco dell’armata principale.

Wrede posizione la sua forza centrale di fronte al fiume Kinzig e il suo distaccamento a sud, in una posizione isolata e comunicante con l’armata principale solo attraverso un ponte passante per il fiume. I Francesi, riparati dalle dense foreste, avanzano fino alle posizioni tenute dagli alleati. Napoleone decide allora di attaccare l’ala sinistra con tutte le truppe a sua disposizione.

Verso mezzogiorno, Victor e MacDonald escono dalla foresta direttamente di fronte al centro nemico, mentre Drouot e i granatieri della vecchia guardia aprono un cammino attraverso la foresta per poter posizionare i suoi 50 cannoni di fronte alla sinistra di Wrede.

 

La cavalleria bavarese carica, ma viene abbattuta non appena arriva a portata di tiro della mitraglia nemica. Drouot, sostenuto dalla cavalleria di Sebastiani, riduce al silenzio i 28 pezzi d’artiglieria di Wrede. La cavalleria francese passa all’attacco e respinge quella avversaria sul fianco sinistro, per poi attaccare il centro, che cerca di arretrare fino alle sponde del Kinzig dopo aver subito pesanti perdite. L’ala destra cerca di rinforzare il centro attraversando il ponte, ma molti uomini muoiono annegati cercando di attraversare il fiume. Tocca ora alla cavalleria francese caricare…

 

Leggiamo un estratto dal Carnet de la Sabretache n°18, il 1° reggimento di cavalieri leggeri polacchi della Guardia Imperiale:

 

Il 30 ottobre, la divisione di cavalleria della Vecchia Guardia, che aveva bivaccato davanti al castello di Esemburg, dietro i giardini di Langenselbolden, ricevette alle 8.30 circa l’ordine di fornire un distaccamento di 600 cavalli al comando del generale Levêque-Laferrière, maggiore dei granatieri. Questi 600 cavalli vennero presi nei reggimenti di lancieri, chasseurs e dragoni polacchi e il distaccamento precedette immediatamente l’Imperatore sulla strada per Hanau.

 

Arrivata a Buckingen, si fermò, si formò e si pose all’incrocio della strada di Bergen, che era stata seguita dalla divisione di cavalleria della giovane guardia, comandata dal generale Lefebvre-Desnoëttes, che aveva ai suoi ordini il generale Krasinski. I corpi d’avanguardia erano già alle prese nella foresta di Lamboi con l’esercito austro-bavarese e il fuoco della moschetteria era ben consolidato.

 

L’imperatore, che era andato avanti, tornò e subito il distaccamento ricevette l’ordine di entrare nella foresta seguendo la strada per Hanau. Questa strada, verso la metà del bosco, gira a destra e poi, leggermente e a forma di gomito, a sinistra, per continuare la sua prima direzione. A questo punto, non lontano dalla fine del bosco, nella pianura di fronte ad Hanau, la strada si allarga e raddoppia almeno la sua larghezza iniziale. Da qui si può vedere una parte di questa pianura.

 

Arrivati a questa curva, i polacchi, comandati dal colonnello Dautaucourt che teneva la testa del distaccamento, la trovarono occupata dal generale Drouot con due pezzi di artiglieria. Alla colonna fu ordinato di fermarsi e si formò in plotoni.

 

La testa dei polacchi, un po’ protetta dal bosco che si trova all’interno della curva della strada, era vista solo di sfuggita dall’artiglieria nemica che percorreva la strada, anche se la testa della colonna si trovava a circa 25 passi dai pezzi del generale Drouot. Rimanemmo a lungo in questa posizione in cui i polacchi persero solo alcuni cavalli e ebbero pochi uomini feriti.

 

Il duca di Taranto, le cui truppe si stavano dando da fare fin dal mattino, arrivò a questo punto, si scambiò due parole col generale Drouot e sembrò stupito dalla posizione dei polacchi, che riteneva pericolosa. Tuttavia, l’intrepidezza del generale Drouot, venti volte coperto di terra dalle cannonate nemiche e costretto a compensare con la sua presenza la perdita della maggior parte dei suoi artiglieri, mantenne con i suoi due pezzi un cannoneggiamento senza risultati; durante questo periodo, il capitano Oudinot, dei chasseurs, era stato inviato sulla nostra destra con una compagnia per disturbare la sinistra del nemico. Ha portato a termine questa missione da bravo e coraggioso ufficiale. I dragoni, che erano in coda alla colonna, erano avanzati nel bosco a sinistra dei polacchi che erano ancora sulla strada.

 

Dopo un tempo abbastanza lungo, un ufficiale arrivato da dietro gridò: L’imperatore ordina ai polacchi di caricare! Uno dei pezzi d’artiglieria che si trovava davanti a loro e che avrebbe dovuto costringere i plotoni ad aprirsi, fu immediatamente spostato e i soldati si lanciarono in avanti.

 

Il nemico, percependo questo movimento, diresse tutto il fuoco della sua sinistra verso l’apertura della strada. Il fuoco fu terribile e tale che i polacchi, schiacciati prima di arrivare allo sbocco, pressarono meccanicamente i dragoni nel bosco a sinistra. Ma il colonnello Dautancourt, che si trovava ancora in mezzo alla strada per la quale stavano arrivando i corazzieri del 10° e i carabinieri, li richiamò; essi tornarono su questa stessa strada un po’ prima di arrivare all’angolo sinistro del bosco, e da questo punto, dove tutta l’artiglieria nemica colpiva, ci lanciammo nella pianura. La violenza del fuoco ci spinse tuttavia a premere nuovamente sulla sinistra, ma nello stesso momento ci trovammo in mezzo alle file della fanteria bavarese, una parte della quale, spaventata, gettò le armi.

 

Mentre i furiosi lancieri cercavano di sbarazzarsi dei bavaresi, il tenente Ladroite, sotto-giudice maggiore, richiamò l’attenzione del colonnello su un movimento che la cavalleria nemica stava segnando. In effetti la cavalleria francese che seguiva i polacchi si era fermata per un momento; un piccolo corpo di ulani austriaci, cercando di approfittare di questa circostanza, si avvicinò da sinistra e, prendendo i polacchi sul fianco, sembrava avere l’intenzione di tagliarli fuori dal bosco occupato dalla nostra fanteria. Non potendo il colonnello Dautancourt sostenere questo attacco, fu necessario ritirarsi.

Retrocedemmo di conseguenza fino alla foresta, nella quale entrarono con noi alcuni cavalleggeri austriaci. Ci siamo radunati lì sotto la protezione della fanteria della guardia. Mentre i polacchi venivano trattati così male, la cavalleria, che li aveva seguiti per strada, emerse così come l’artiglieria. Sotto la sua protezione si svilupparono i dragoni, gli chasseurs de la garde, un reggimento di guardie d’onore, i corazzieri e i carabinieri, che si abbatterono sul nemico. Da parte loro, i polacchi, semisommersi, ricacciarono nella pianura la cavalleria austriaca che li aveva attaccati. Dopo questa carica, il colonnello Dautancourt radunò i resti del suo distaccamento davanti allo sbocco della strada, 50 toises dietro gli chasseurs.

 

Fu in quel momento che, sebbene separati dal nemico da due linee di cavalleria che avevano sfondato, due granate scoppiarono una dopo l’altra in mezzo ai polacchi, uccisero un uomo, ne ferirono due e uccisero e ferirono 4 cavalli (altri furono graffiati).

 

Quando arrivò la sera, il generale Nansouty ordinò al colonnello Dautancourt di recarsi sulla destra del campo di battaglia, dove si erano appena uditi alcuni spari. I polacchi marciarono immediatamente in questa direzione. La notte era buia, nonostante il riflesso di un leggero strato di neve. I loro esploratori, arrivati al torrente Fallbach, furono improvvisamente accolti da una scarica di colpi di fucile che ferirono un cavallo che furono costretti ad abbandonare. Ben presto raggiunsero una postazione di fanteria bavarese che fu persa e si arrese.

 

Verso le 9 i polacchi si unirono alla cavalleria della guardia e bivaccarono sul campo di battaglia. Il generale Nansouty disse allora al colonnello Dautaucourt che poteva considerarsi nominato generale di brigata. Tuttavia, la lettera di nomina gli arrivò solo il 28 novembre successivo. In questa circostanza, come in altre, non ha avuto il vantaggio di vedere il comportamento del suo reggimento menzionato nel Bollettino.

 

In questa vicenda la perdita dei polacchi fu notevole. Tra i caduti il colonnello rimpiangeva in particolare il tenente Guilgut, un giovane ufficiale di speranza che fungeva da aiutante di campo e che fu ucciso accanto a lui, all’imboccatura del bosco, contemporaneamente a uno dei suoi ordini. Un secondo inserviente, di nome Ogonouski, fu ucciso a cavallo e fu anche gravemente ferito da un colpo che gli lacerò lo stomaco ed espose gli intestini. Dovette nominare tutti i suoi ufficiali, ma in particolare il sotto-giudice maggiore Ladroite, un ufficiale francese che aveva prestato servizio nella Guardia polacca fino al giorno della loro partenza per la Polonia.