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22 GENNAIO 1799: DESAIX ALLA BATTAGLIA DI SAMANOUTH

22 GENNAIO 1799: DESAIX ALLA BATTAGLIA DI SAMANOUTH

Quando

Gennaio 22, 2023    
12:00 am

Tipologia evento

  • Estratto dal Dizionario Storico delle Battaglie

    Gennaio 1799 – I francesi, vincitori dei Mamelucchi, avevano scacciato Mourad Bey dal Faïoum e lo avevano costretto a ritirarsi verso l’alto Said, ma questo, ancora padrone dell’Alto Egitto, non si credeva sconfitto e non cessava di preoccupare i francesi con la sua numerosa cavalleria. Questi, che avevano solo la fanteria, non potevano garantire il territorio che occupavano frequenti incursioni dei Mamelucchi.

    Il generale Desaix, che comandava in questa parte, informò Buonaparte della sua situazione e ben presto ne ricevette un rinforzo di mille uomini di cavalleria e di tre pezzi di artiglieria leggera, comandato dal generale Davoust, con l’ordine di cacciare Mourad Bey, sterminare i Mamelucchi o espellerli dall’Egitto.

    Secondo questi ordini, Davoust e Desaix marciarono contro Mourad Bey, ma quest’ultimo si sottrasse continuamente alle loro azioni. Il 29 dicembre l’esercito francese arrivò a Girgé, capitale dell’Alto Egitto, e si fermò ad aspettare una flottiglia che doveva portare loro delle munizioni; ma i venti erano contrari e passarono venti giorni senza che si sentisse parlare della flottiglia.

Tuttavia Mourad Bey faceva di tutto per suscitare nuovi nemici ai francesi: da un lato invita i capi del paese di Jedda e di Yambo, in Arabia, a passare il Mar Rosso e a sterminare una manciata di infedeli venuti per distruggere la religione di Maometto; dall’altro lato invia in Nubia i rinforzi e Hassan Bey Jeddaoui è scongiurato di riunirsi contro i nemici del Corano, mentre altri sono inviati nella provincia che si trova tra Girgé e Siout, per impegnare gli abitanti a distruggere la flottiglia dei francesi e preoccupare le retrovie del loro esercito. Tutte queste manovre non potevano essere fatte così segretamente da non arrivare alle orecchie del generale Desaix.

Subito incaricò il generale Davoust di camminare in testa di tutta la sua cavalleria per confonderli e punirne gli autori. Il 3 gennaio la cavalleria francese incontrò nel villaggio di Souaqui una moltitudine di uomini armati: in meno di un istante fu caricata e messa in rotta; ottocento insorti rimasero sul campo di battaglia. Questa sconfitta avrebbe dovuto rendere gli egiziani più cauti, ma non impedì ai contadini delle province di Misnia, Benesouef e Hoara di radunarsi nei dintorni di Siout.

Davoust marciò contro di loro, li incontrò l’8 gennaio nel villaggio di Taîha, li fece a pezzi, uccise mille uomini e mise in fuga il resto. Tuttavia, l’esercito di Mourad Bey era rinforzato da mille sceriffi giunti dal Mar Rosso, da duecentocinquanta mamelucchi portati da Hassan Bey Jeddaoui e Osman bey Hassan; un altro corpo di Nubiani e di Maugrabins era accampato presso il villaggio di Houé e gli abitanti dell’Alto Egitto si erano alzati in massa, aspettando solo il segnale per agire. Mourad Bey, non dubitando un istante del successo, si dispone per attaccare i francesi: l’ordine è dato e l’avanguardia, comandata da Osman Bey Hassan, arriva il 21 gennaio nel deserto, di fronte a Samanouth.

Tuttavia, la flottiglia si era mossa verso Siout, con un vento più favorevole, ed era giunta alla sua destinazione e Desaix, dopo aver tirato le provviste necessarie, ordinò di seguire i movimenti della divisione e tornò a Girgé.

L’indomani, il 22, l’avanguardia francese incontra quella del nemico sotto le mura di Samanouth. Subito Desaix divise la sua avanguardia, formando tre quadrati, due di fanteria e uno di cavalleria: quest’ultimo posto al centro degli altri due, in modo da esserne protetti; appena i francesi furono messi in battaglia, una colonna di arabi di Yambo face fuoco continuo alla loro sinistra.

Desaix incaricò il capitano Clément di attaccarli con i carabinieri del 21° leggero, mentre Rapp e Savary, alla testa di uno squadrone del settimo ussaro, caricarono il nemico sul fianco. Gli Arabi, che erano in un grande canale, furono attaccati con tanta vivacità che presero la fuga, lasciando in piazza una trentina dei loro, sia uccisi che feriti. Pochi istanti dopo, gli Arabi di Yambo, radunatisi, tornarono alla carica, volendo rapire il villaggio di Samanouth, ma i carabinieri del 21° li assalirono con tanto vigore, dirigendo contro di loro un fuoco così ben sostenuto, che furono costretti a ritirarsi una seconda volta, dopo aver perso molte persone. 

Tuttavia, le numerose colonne del nemico avanzavano con grida spaventose e i Mamelucchi si fiondarono sui quadrati comandati dai generali Friand e Béliard, ma furono così vivamente respinti dal fuoco dell’artiglieria, che si ritirarono lasciando il campo di battaglia disseminato dei loro morti. Mourad Bey e Hassan, che comandavano il corpo dei Mamelucchi, non potevano resistere alla carica della cavalleria di Davoust; abbandonarono la loro posizione e trascinarono l’intero esercito nella loro fuga. I francesi inseguirono i nemici fino all’indomani.