14 NOVEMBRE 1805: NAPOLEONE A VIENNA

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14 NOVEMBRE 1805: NAPOLEONE A VIENNA

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Novembre 14, 2022    
12:00 am

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Dopo la vittoria di Ulma sulla terza coalizione, Napoleone segue le truppe del generale russo Kutuzov con la Grande Armata e ordina a Legrand e Vandamme di dirigersi verso Vienna.

Ricordiamo che la terza coalizione oppose la Francia, la Svezia, la Russia con due eserciti, uno in Polonia e l’altro in Galizia, per sostenere gli eserciti austriaci, l’Austria, con truppe in Baviera, nel Tirolo e in Italia. Napoli si dichiarò pronta a sostenere le coalizioni.

L’imperatore Francesco I d’Austria si diresse con i suoi 10.000 uomini verso l’esercito russo che si era ritirato.

Napoleone, che voleva una battaglia decisiva a Saint-Pölten, scoprì che gli austro-russi non vollero difendere la riva meridionale del Danubio. Sulla riva nord, potranno ricevere più facilmente dei rinforzi, ma così lasciano Vienna a Napoleone che vi penetra senza colpi.

Murat, il 13 novembre, in testa dell’avanguardia francese, entra a Vienna attraverso la Burgtor. Senza una reale opposizione, attraversa la città per raggiungere il più rapidamente possibile, a nord, il ponte di Tabor, che dà accesso alla riva nord. Gli austriaci, che hanno scelto di non difendere la città, hanno l’ordine di distruggere questi ponti quando i francesi si avvicinano.

Come riportato nel post precedente della Cercle Napoléon, grazie all’astuzia di Murat e Lannes, che fanno credere al principe Auersperg, incaricato della difesa di questi ponti, che è stato concluso un armistizio che prevede, tra le altre cose, che i ponti devono essere consegnati ai francesi, la questione è portata a termine rapidamente.

Murat è a Vienna. Stabilitosi nel palazzo del principe Alberto di Sassonia-Teschen, scrive: “Gli abitanti di Vienna non sono sembrati affatto allarmati dalla nostra visita; si stavano riversando in massa sul nostro passaggio. Aspettiamo Vostra Maestà con grande impazienza.”

 

  • Leggiamo il generale Dumas:

“Alle dieci e mezza del mattino, le divisioni di fanteria formate in colonna da plotoni, precedute dai dragoni, sono entrate a Vienna. La gente si è riversata sulla nostra strada, tutte le strade e le finestre erano piene di curiosi. La Guardia Nazionale di Vienna confinava con la siepe; regnava il più grande ordine. Abbiamo attraversato la città solo nella sua lunghezza e il sobborgo di Leopolstadt. Ci siamo diretti subito verso il ponte del Tabor sul Danubio…”

Di fatto, i viennesi accolsero i francesi con una certa curiosità. Il generale in ritirata Funk accompagnò in uniforme le truppe francesi, indicando loro la via più breve per raggiungere i ponti di Tabor.

 

  • Bigarré:

“Si videro i viennesi rimboccare la siepe per vedere passare questo magnifico esercito la cui reputazione era colossale. Le donne più eleganti offrirono ai nostri ufficiali allori e rinfreschi; nessun abitante fu offeso da un soldato francese in questa marcia trionfante”.

 

  • Hauptoul:

“Il nostro esercito faceva il suo ingresso trionfale a Vienna, al suono della musica e delle bande di ogni reggimento; tutti gli abitanti erano alle finestre per vederci passare.”

 

  • Infine Thiébault:

“Sarà sempre una voluttà battere un nemico, ma dopo aver sconfitto un nemico accanito che forma la prima potenza militare dell’Europa, è inebriante entrare dopo cento leghe di vittorie nella sua capitale, soprattutto quando questa capitale è quella dei moderni Cesari. Si giudica la nostra esaltazione quando ci impossessammo di Vienna e vedemmo le sue caserme diventare quelle dei nostri soldati. Il suo arsenale con i suoi duemila cannoni e i suoi centomila fucili, il nostro parco di riserva. I suoi palazzi e le sue case che occupammo come padroni e Schönbrunn (equivalente a Fontainebleau) la residenza del nostro sovrano. Per il momento questi godimenti, che sarebbero seguiti da ricordi più gloriosi, furono tanto più vivi in quanto dovevano avere meno durata”.

 

Napoleone che ha ricevuto il 13 a Schönbrunn, dalle mani del principe di Sinzendorfs, del prelato di Scidenstetten, del conte di Veterani, del barone di Kess, del borgomastro della città, M. di Wohebben, e del generale Bourgeois, del corpo di genio, le chiavi della città, penetra il 14 novembre 1805 a Vienna, abbandonata dai soldati austriaci. La città è tranquilla, gli abitanti impassibili. Gli sembra che il popolo di Vienna veda l’esercito con amicizia.

L’Imperatore ordina che si “porti il massimo rispetto per le proprietà e che si abbia il massimo rispetto per il popolo di questa capitale, che ha visto con fatica la guerra ingiusta che si è fatta e che ci testimonia con la sua condotta tanta amicizia quando mostra odio contro i russi, popolo che, per le sue abitudini e i suoi costumi barbari, deve ispirare lo stesso sentimento a tutte le nazioni educate”.

A Vienna, abbandonata dall’esercito austriaco, recupera 2000 pezzi di artiglieria, 100.000 fucili, munizioni e un’enorme quantità di rifornimenti. Napoleone poi torna a dormire a Schönbrunn. Vi trascorrerà le notti del 14 e 15 novembre 1805.

A nord di Vienna, i francesi avanzano. A Volkersdorff, sulla strada per Brünn, il generale Milhaud fa 600 prigionieri e recupera 60 cannoni trainati. Lannes, a Stockerau, sequestra un enorme negozio di abbigliamento, con 8.000 paia di scarpe e stivaletti. Sulle navi austriache, che scendono lungo il Danubio, vengono sequestrate artiglieria, cuoio, abbigliamento…

La Grande Armata è ora in viaggio verso nord, verso Austerlitz…