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La fortuna di Napoleone a Natale

Parigi, 24 dicembre 1800. È la notte di Natale e Napoleone appare sul palco centrale al teatro ”Opéra Garnier” per godere il concerto ”La creazione” di Franz Joseph Haydn. Il Primo Cònsole è reduce dall’attentato ordito dalla noblesse e dall’intelligence britannica. L’agguato è predisposto alla strettoia di rue Saint-Nicaise vicino ai giardini Tuileries: il barile imbottito di polvere pirica, chiodi e sassi giace sul carro dirimpetto al café Apollon situato tra il parrucchiere Vitry e il cappellaio Ometz. Napoleone è seduto sul primo cocchio insieme al ministro Louis Alexandre Berthier, al Generale Jean Lannes e al colonnello Jacques Lauriston. Il fragore svela il transito di cavalli e quattro carrozze scortate dal drappello di granatieri: il detonatore è acceso però è svilito dall’umidità notturna. La carrozza guidata dal cocchiere César Germani corre più veloce della miccia. L’esplosione annuncia la strage (ventidue morti, cinquantasei feriti) e l’ira di Napoleone. La propaganda è vivace: la ghigliottina appare sulle piazze insieme al boia, il processo è stato eluso ai centotrenta giacobini ritenuti colpevoli e mai rincasati dalle colonie penali di Guyana e Seychelles. Il prefetto Dubois è l’investigatore migliore di Fouché (Ministro della Polizia) e scopre la verità. Il ferro ai polsi induce il monarchico Jean Carbon a svelare la cospirazione di due nobili (Joseph-Pierre Picot de Limoelan, veterano alla guerra di Vandea e Pierre Robinault de Saint-Réjant, ex ufficiale di Marina Reale) corrotti dall’intelligence britannica per ventimila sterline.

La fedeltà all’Ancien Règime incendiava il dissenso alle istituzioni repubblicane promosse dal condottiero còrso sul territorio europeo. Correva l’anno 1798 e Carlo Emanuele IV (Re di Sardegna) negava il soccorso militare alla Repubblica Romana invasa dalla Francia. Il Generale francese Joubert destituisce il sovrano sabaudo per creare la Repubblica Piemontese. La sommossa realista cresce ovunque: a Nizza Monferrato la schiera di monarchici fornita di pistole, fucili, sciabole, tridenti svilisce il corpo di guardia, abbatte l’albero della libertà e la bandiera tricolore, esige il pane e il vino. Una voce urla ”Avrete anche il lardo!”: è l’indicazione convenuta dagli avversari per scatenare la ritorsione e proteggere la repubblica neonata. Ogni anno, il giorno di santo Stefano dirimpetto al Campanon a Nizza è offerto ai cittadini l’aperitivo a base di lardo e grissini per celebrare l’episodio datato 26 dicembre 1798.